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Marzo
2007
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André Raffalovich, A proposito del
romanzo di un invertito e di alcuni recenti lavori sull’inversione
sessuale [A propos du roman d’un inverti et de quelques travaux
recents sur l’inversion sexuelle], in “Archives d’Anthropologie
Criminelle”, tomo X, 1895, pp. 333-336. Traduzione
di Paolo Lambertini. Questa
autobiografia assomiglia a quelle di tutti gli uranisti effeminati
che si sono fatti pubblicità. Gli uranisti ultra virili e parzialmente
virili non scrivono le loro memorie; quando sono dei famosi soldati
come il principe Eugenio, sono gli storici ad incaricarsi della
loro biografia [1]. In
primo luogo, la sodomia tecnicamente detta, nella maggior parte
dei casi, può non venire praticata dagli uranisti più licenziosi.
Questa astensione è dovuta all'impossibilità stessa dell'atto, al
il dolore che l'accompagna, non certo ad un orrore istintivo. Dobbiamo
incontrare questo atto criminale soprattutto tra i professionisti
che vi sono stati addestrati fin dall'infanzia o la cui venalità
sopporta ogni oltraggio. Il pregiudizio popolare che accusa gli
invertiti di sodomia dovrebbe dissolversi. Il romanzo di un invertito
fa anche intravedere le cause psicologiche dei diversi atti sessuali
commessi dagli omosessuali. Si sono enumerati i piaceri omosessuali,
si è protestato davanti ad essi, ma si sono studiate poco le loro
cause. La vanità sfrenata e la lussuria appaiono soprattutto nel
legame tra l'invertito del romanzo e il capitano – mentre i rapporti
di questo stesso invertito con il ragazzo normale e onesto erano
meno perversi. Più il sentimento che lega due individui si avvicina
ad un amore o ad una passioncella ordinaria, più essi si accontenteranno
di atti sessuali di una certa semplicità. Gli atti ripugnanti o
pericolosi avverranno abitualmente fra persone unite dalla depravazione,
la vanità o l'interesse. Vi
sarebbe da intraprendere, su questo argomento, uno studio psicologico
esatto, sottile e importante: io lo indico solamente. Se un esperto
volesse incaricarsene, eliminerebbe molti errori e faciliterebbe
molte scoperte e finiremmo con il renderci conto che molti infelici
sono più normali nelle loro aberrazioni di quanto lo sarebbero se
fossero malati o pazzi. Prendiamo,
come esempio, quello che è considerato il trionfo di Schrenck Notzing
e lo giudicheremo dallo spaventoso successo del suo trattamento.
Cosa
ne dite di questo risultato? O quest'uomo non è radicalmente guarito,
cosa che credo – dal momento che è la sua donna che lo trattiene,
non la donna – o, se è guarito, come Schrenck Notzing e lui
stesso amano credere, allora lo sventurato invertito è diventato
un pervertito colpevole e punibile. Un uomo sposato, padre di famiglia,
che si abbandoni ad atti omosessuali è molto più pericoloso per
la società di un invertito non sposato, anche se licenzioso. Pericoloso
per la società, senza parlare di sua moglie e dei suoi bambini che
espone alla vergogna di uno scandalo. Ogni atto immorale commesso
da un padre di famiglia aumenta il cinismo della società. Si può
sempre dire di un libertino senza moglie e figli: almeno non è sposato.
Si sta meno in guardia contro un padre di famiglia: si nutre più
fiducia in lui e la sua cattiva condotta rivolta di più. Quanti
ragazzi sono stati sedotti e corrotti da dei padri di famiglia come
quello che la società deve a Schrenck Notzing! Si affidano facilmente
i propri figli ad un uomo sposato, mentre si è più prudenti con
i celibi. Ma, secondo Schrenck Notzing, il medico non deve preoccuparsi
delle generazioni future, bensì fare il possibile per il malato
e poi chi ci dice che l’inversione è ereditaria? Lo stesso Schrenck
Notzing non vuole crederci. Secondo lui si tratta di nevrastenia,
poi di un momento psicologico che determina il lato spregevole della
sessualità. E allora, se è questo che vogliono per dimostrare l'efficacia
della cura e della medicina, perché non trovare delle donne disgraziate
per tutti i pederasti che vi si associano? [2]. Ascoltiamo
ora il giudizioso Krafft-Ebing. Un tale M.J. (che ha una sorella
invertita, un fratello omosessuale con cui ha anche avuto dei rapporti,
la cui omosessualità si è manifestata quando aveva quattro anni,
che ha avuto sia passioni platoniche che perverse per dei giovani
nonché delle relazioni con numerose donne), all'età di 36 anni chiede
a Krafft-Ebing se si può sposare e fondare una famiglia. Si tratta
di un uomo molto muscoloso [3],
virile, dolce, eccellente uomo d'affari che (eccetto nei suoi sogni)
da due anni non ha più rapporti omosessuali (essendo stato colpito
dai rimorsi nel bel mezzo di una folle passione condivisa). Vuole
sapere se i suoi figli potrebbero come lui e soffrire quanto lui.
In base alla risposta affermativa di Krafft-Ebing, decide di rinunciare
ai suoi progetti di matrimonio. E tuttavia è un uomo di qualità
molto maggiori di quanto non sia l'effeminato di Schrenck Notzing.
Gli ultimi venti casi analizzati da Krafft-Ebing meriterebbero un
lungo studio. Si è colpiti soprattutto dalla virilità di almeno
la metà di loro – non hanno né l'aria effeminata né delle abitudini
femminili. Ho già sostenuto anche qui che molti uranisti sono molto
maschili, molto virili. L'omosessualità dei venti casi di Krafft-Ebing
si è manifestata dai quattro ai quindici anni. Egli riassume la
loro esistenza, il loro genere di vita, il loro modo di soddisfarsi
sessualmente. Potremmo prendere queste osservazioni come modelli
di biografie psichiatriche. Il numero di fratelli colpiti ugualmente
da uranismo, di sorelle sospette, più che colpire, stupisce. Diventiamo
forse più sinceri verso il proprio medico di quanto lo fossimo nel
secolo scorso? Un
sottile osservatore mi dice a questo proposito che forse oggi è
più facile distinguere gli invertiti effeminati rispetto al secolo
passato. Il costume maschile si presta meno alla leziosaggine di
un tempo e gli uomini che oggi si agghindano e si ornano non hanno
più la scusa della moda. È per questo che gli effeminati saltano
agli occhi: per farsi valere ricorrono a degli artifici tanto minuziosi,
tanto numerosi ma come sempre, senza originalità.
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