Quando si affaccia sul palcoscenico del mondo, la sua propensione ad aiutare gli altri, le sue straordinarie doti di empatia e comunicazione alimentano il mito della “principessa del popolo”. Diana si avvicinava alla gente sotto la pioggia, senza temere di rovinarsi l’acconciatura (la più copiata del decennio). Lontana anni luce dal distacco con cui gli aristocratici facevano beneficenza, andava ad assistere i senzatetto sotto i ponti, e fu la prima a baciare e abbracciare gli ammalati di Aids quando si temeva che il solo contatto potesse trasmettere il contagio..

Non si comprende che usciremo fuori da questo decadimento solo con un radicale cambiamento morale, perché bisogna insegnare agli uomini ad amare e a credere a un ideale superiore, al servizio di una causa che va al di la dell’uomo che tutto esige senza niente promettere, conta soltanto la qualità dell’anima, quel giardino fiorente che oggi vive sospeso deve prendere corpo. Si deve usare il diserbante per levare la mala pianta e i mercanti del tempio devono essere messi in condizione di non agire per sempre. Ci vuole un moto, uno scatto dell’anima, per volare più alto dal tempo miserabile che ci opprime.

Rispetto all di dieci corti contenuto nella cassetta francese, ne vengono eliminati due, I sirenetti e Il paese della musica, già contenuti all del volume della nostra Serie Oro II, La fabbrica dei sogni. La maggior parte dei restanti otto cartoon, che sono presentati in sequenza con i crediti iniziali ma senza quelli finali, non saranno mai più distribuiti in vhs italiane: gli unici che vedranno una nuova edizione sono Il ritorno di Toby tartaruga, Re Mida e I tre lupetti, corto che ha ispirato il simpatico artwork sulla fascetta. Oltretutto, il corto Mamma Oca va a Hollywood non vedrà più la luce nel nostro mercato home video, nemmeno in DVD (la stessa sorte capiterà a La dea della Primavera e Giocattoli rotti); questa è dunque l occasione di apprezzare un suo doppiaggio in italiano, nel quale per la verità si perdono molti riferimenti agli attori hollywoodiani protagonisti della Silly.

Durante un piacevole breakfast sulla assolata terrazza dell’hotel Gritti di Venezia, che Peter Lindbergh ci racconta il suo “WALKING”, un progetto nuovo che ha come risultato questo intero numero di “Vogue Italia”. Un issue speciale, concepito e costruito quasi come un libro fotografico, con tutti i presupposti per diventare un collectible. E l’impegno è stato proporzionale, in intensità, sforzo e sensazioni, dice lui sorridendo.