Chiuso, per giunta. L’abbiamo fatto aprire noi stessi quando telefonando ormai disperati ai titolari, siamo stati raggiunti davanti ad un grosso portone senza citofoni e senza numeri civici da una terna di tizi vagamente alternativi, di ritorno da una cena in luogo imprecisato. Scoprendo che il posto era collocato sotto terra, in un trittico buio di infernotti comunicanti, una dose minima di perplessità è affiorata quasi automaticamente.

L del racconto ci porta ad immaginare che quelli tra le giovani ragazze scapigliate e i loro clienti siano semplicemente incontri. Come quello tra la ventenne Caroline e il sessantenne Giacometti, pittore già famoso e ricco ma che ama vivere come un bohémien. Tra loro è amore a prima vista e Alberto dividerà Caroline con la moglie Annette e Caroline dividerà Giacometti con altri amanti e clienti.

Vediamo gli ultimi giorni del padre della futura regina, mentre si lamenta, fiaccato dal cancro, di quanto sia difficile essere Re, e di che guaio gli è capitato quando il suo sciagurato fratello ha avuto la splendida idea di rinunciare al mestiere infame di monarca per sposare quella divorziata lì, la Wallis, ed andare in giro per il mondo a fare il gagà. Inutile dire che Giorgio muore e lascia la corona alla giovanissima Elisabetta, che naturalmente la piglia malissimo, capirai, meglio andare a faticare nelle miniere di carbone del Galles, fosse stato per lei. Com’è come non è, accetta la disgrazia che le è capitata con spirito di servizio e ammirevole abnegazione e comincia a regnare, prima titubante, e poi col tempo sempre più sicura, nonostante il dolore di dover abitare in quell’infame tugurio che è Buckingham Palace..

E se per l osassimo di più, sfoggiando ciglia a tutto colore? Spiega l i mascara colorati sono divertenti e allegri, adatti alle più giovani dallo sguardo fresco e privo di rughe. Per chi vuole osare con discrezione, consiglio di applicare prima una passata di mascara nero classico e poi il colore, ma solo sulle estremità delle ciglia. L sarà glamourous e meno appariscente.

In breve tempo Stefano si trova spiazzato e fuori dai giochi, timido, introverso, incapace di comprendere quel che vive, incapace di comunicare attraverso i codici più diffusi tra i suoi giovanissimi simili. Dopo la breve parentesi casinara e un po’ tamarra delle scuole medie, con le sue tempeste emozionali e piccolo delinquenziali, Stefano viene spedito da un’oscura pedata nel ginnasio più titolato della città. Proiettato da una scena periferica e ancora familiare al palco rigido dei grandi nomi e delle buone famiglie alto borghesi (quelle non decadute), si fa piccolo piccolo come una stella che si spegne.