J. Zhao and P. R. La foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. To Sir Robert Danyelston in 1392.

Times, Sunday Times (2016)It’s part and parcel of the job. The Sun (2017)His family spend 60 a week sending him food parcels. The Sun (2016)But that’s part and parcel of the dynamic baking scene. The goddess, a Great Mother of Ireland, Cailleach Biorar (Bhearra) the Veiled is called Milucradh / Miluchradh, described as the sister of the goddess Aine in the story of mac Cumhaill and the Old Witch we discover that the nickname of Fionn (Finn MacColl) blond white comes from a tale of the cycle of the Fianna: everything begins with a bet between two sisters Aine (the goddess of love) and Moninne (the old goddess), Aine boasted that he would never have slept with a gray haired man, so the first sister brought Fionn to the Slieve Gullion (in the form of a gray fawn she made Fionn pursue her in the heat of hunting by separating himself from the rest of his warriors), then turned into a beautiful girl in tears sitting by the lake to convince Fionn to dive and retrieve her ring. But the waters of the lake had been enchanted by the goddess to bring old age to those who immersed themselves (working in reverse of the sacred wells), so Fionn came out of the lake old and decrepit,and obviously with white hair. His companions, after having reached and recognized him, succeed in getting Cailleach to give him a magic potion that restores vigor to Fionn but leaves him with white hair! (see).

Pare che la voce dei Woodpigeon lo consideri il suo lavoro migliore, anche se questa non è certo il tipo di affermazione che mi senta di accreditare. Di sicuro è l sul quale ha lavorato di più in prima persona, curando quasi per intero anche la parte produttiva. E acclarato che sia il suo disco più personale, autobiografico, franco, magari anche sofferto, e quindi quello nel quale abbia investito maggiormente in termini emotivi e di onestà intellettuale.

Nasce in una famiglia operaia, quarto di otto figli, nel popoloso e povero quartiere del Pallonetto di Santa Lucia. Sin da bambino strillone e posteggiatore per guadagnarsi da vivere, viene notato dall’autore di canzoni Giovanni Polito mentre si esibisce in un ristorante, in virtù della sua bella voce; nel ’66 debutta in televisione nel varietà “Scala Reale”, presentando la celebre “L’amore è una cosa meravigliosa”. L’anno dopo è primo nel girone B del Cantagiro eseguendo “Pietà per chi si ama”; nel ’68, a Sanremo, porta in finale il brano “Da bambino”; il 1969 è l’anno di “Rose rosse”, con cui vince la sezione principale del Cantagiro; nel ’70 trionfa infine a Canzonissima grazie a “Vent’anni”, ripetendo l’exploit un biennio più tardi con “Erba di casa mia”.